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Akira: anime cyberpunk di Katsuhiro Otomo

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Akira è un anime del 1988 diretto da Katsuhiro Otomo e basato sull’omonimo manga, destinato a influenzare capolavori successivi come Ghost in the Shell e Matrix.

Cover-akira-anime_cyberpunkTitolo: “Akira

Autore: Katsuhiro Otomo

Anno (uscita ufficiale): 1988

Nel Cast (doppiatori originali): Mitsuo IwataNozomu SasakiMami Koyama, Tessho Genda, Tarô Ishida, Mizuho Suzuki.

Trama: “Neo-Tokio, 2013, trent’anni dopo l’esplosione nucleare che rase al suolo la città e segnò l’inizio della terza guerra mondiale. Una gang giovanile di motociclisti, capeggiata da Kaneda, viene casualmente a contatto con uno strano ragazzino. Il giovane Tetsuo, che con la sua moto ha investito il bambino (rimasto inspiegabilmente illeso), viene portato via senza spiegazioni dai militari; Kaneda, venuto a contatto con un’organizzazione clandestina antigovernativa, cerca di scoprire dove è stato portato il suo amico.” (fonte: movieplayer.it)

Tratto dall’omonimo manga disegnato dallo stesso regista Katsuhiro Otomo, Akira non è un semplice anime cyberpunk, è un film d’animazione che ha segnato la storia del cinema orientale e non, grazie alla dialettica azione-riflessione e spettacolo-filosofia, alla tecnica e alla cura maniacale dei dettagli (da notare sopratutto la qualità della Neo-Tokyo), alla narrazione che con il suo fascino cattura l’attenzione per due ore e non accenna ad annoiare.

akira_screenshot1_anime_cyberpunk_neotokyoNel 2003, Marco Minniti descriveva Akira nelle sue diverse componenti utilizzando termini per i quali difficilmente potrei trovare sostituti migliori e più efficaci:

“Questo film vive e si nutre di componenti e umori molto diversi, tutti fondamentali per il risultato finale: c’è la componente cyberpunk, da sempre presente nel genere, con il dolore della mutazione del corpo e della sua fusione con il metallo; c’è l’aspetto politico, con il potere dei militari, le macchinazioni governative e le continue tensioni sociali che si respirano in città; c’è l’orrore, sempre presente, per il nucleare, ben riassunto nella sequenza iniziale dell’esplosione che distrugge la città; c’è una componente più strettamente filosofica, che si interroga sull’origine e il significato della vita, e che è anch’essa tipica della cultura e di tutte le espressioni artistiche del Sol Levante.”

akira_screenshot3_anime_cyberpunk_tetsuo_carne_metalloLa “fusione del corpo con il metallo” è esplicitata magistralmente nella figura di Tetsuo, il cui incontrollato ed “esplosivo” potere lo porterà a diventare un mostro in cui carne, metallo e cavi si fonderanno in un solo spaventoso ammasso di materia. Per una coincidenza difficilmente casuale, l’anno dopo (1989), Shinya Tsukamoto sceglierà proprio il nome Tetsuo per ribadire, nel suo film “Tetsuo: The Iron Man” (con forza ancor più realistica e spaventosa di quanto un anime cyberpunk possa fare, seppur tecnicamente molto valido come Akira) il concetto di fusione uomo-macchina, carne-metallo.

akira_screenshot2_anime_cyberpunk_neotokyo_motoA opinione di chi scrive, la sceneggiatura di questo anime cyberpunk, seppur qualitativamente indiscutibile, può risultare spesso un po’ oscura e criptica, lasciando spesso la sensazione di non aver detto abbastanza, di non aver spiegato bene tutti i particolari che si vorrebbero conoscere (cosa non facile comunque, dovendo racchiudere un manga dalla complessità non indifferente in un film di un paio d’ore). Grande punto di forza è anche la colonna sonora di Shoji Yamashiro. L’aspetto musicale, “il più complesso e difficoltoso da affrontare” a detta dello stesso regista Otomo, è un suggestivo mix di percussioni tradizionali e campionamenti digitali elettroacustici, presenza costante e importantissima per il successo della pellicola.

akira_anime_cyberpunk_screenshot_neotokyo-tetsuo_moto-kanedaIl cyberpunk, pur non essendo l’unico “ambiente culturale” da cui Akira attinge, è elemento di fondamentale importanza. Il periodo storico in cui Akira è stato realizzato era l’età d’oro del genere, in cui la fantascienza era stata profondamente cambiata dal suo sottogenere più cupo e diretto, aggettivi che ben si accostano anche ad un anime cyberpunk, Akira, che influenzerà una serie di (manga, in primis) anime successivi, primo fra tutti Ghost in the Shell di Mamoru Oshii, specie nella sua componente pessimistica e in molte sue riflessioni filosofiche. Spesso, e non a torto, viene citato come una tra le maggiori influenze della fortunata trilogia di Matrix.

akira_screenshot4_anime_cyberpunk_tetsuo_esperIo sono Tetsuo” è la frase, destinata a resta vivamente impressa nella mente di ognuno di noi, con cui si chiude il film, con cui si avvia la rinascita di un mondo decadente dove soldi, violenza, progetti miltitari e politica, ribellione e fanatismo religioso (ma anche il classico contrasto tra hi-tech e low-life) si compenetrano sotto le luci di una Tokyo del futuro tutt’altro che “cristallina” e magicamente futuristica. Claustrofobica, disastrata dalle catastrofi e dai “riots” di studenti delusi e stanchi di una società  immersa in una crisi devastante, la Neo-Tokyo di Akira è un attualissimo incubo di ciò in cui la crisi (quella vera, reale, dei nostri giorni, dell’Occidente) potrebbe trasformare le nostre città. Un anime cyberpunk diretto e attuale come il cyberpunk sa efficacemente essere.

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