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Cypher: film cyberpunk di Vincenzo Natali

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Cypher è un film dell’età di mezzo post-Matrix del cyberpunk. Vincenzo Natali è regista di un film imbevuto di spionaggio e noir che descrive l’intricata lotta tra due multinazionali e un ambiguo ribelle.

cypher-cover-cyberpunk-film-italia-recensioneTitolo: Cypher

Regista: Vincenzo Natali

Anno (uscita ufficiale): 2002

Nel Cast: Jeremy Northam, Lucy Liu, David Hewlett, Nigel Bennett, Timothy Webber, Kari Matchett, Kristina Nicoll, Peter Mensah, Nelson Tynes, Scott McLaren, Anne Marie Scheffler, Mattew Sharp.

Trama: “Morgan, stanco del tran-tran quotidiano, si fa assumere dalla Digicorp in veste di spia. Sotto falsa identità, viene inviato alle convention di ditte concorrenti, che registra di nascosto. In una missione conosce Rita, che gli rivela che in realtà egli è solo la pedina di un gioco più grande. Morgan accetta di sottoporsi ad un intervento per recuperare la memoria, accetta la proposta della concorrente Sunways e comincia un pericoloso doppio gioco. Film costato ‘solo’ 10 milioni dollari (cifra assolutamente bassa per gli standard americani) il film segna l’uscita di Natali dal ‘Cubo’ e l’apertura a nuove atmosfere e a spazi diversificati. Il confine tra realtà e sogno è quantomai sottile e il regista sa come gestirne le ambiguità.” (fonte: MYmovies)

Cypher è uno dei film più interessanti del periodo cyberpunk post-Matrix – precede di poco i due capitoli finali della trilogia anche se in Italia è uscito solo nel 2004 – e con quest’ultimo film condivide quella particolare atmosfera costantemente sospesa tra realtà e finzione. Guardare Cypher significa vivere insieme al protagonista un viaggio in cui nemmeno la propria identità è cosa certa e in cui l’angoscia, il condizionamento mentale (brainwashing), la sofisticata microtecnologia, la paranoia e la terribile sensazione di essere costantemente in pericolo si mescolano in un’intricata trama frutto della fusione tra fantascienza noir e spionaggio cyberpunk.

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Il contrasto tra due multinazionali è l’elemento cruciale attorno a cui ruota tutto l’intreccio narrativo di Cypher. La Digicorp e la Sunways, due corporation tecnologiche, si combattono utilizzando tecniche avanzate di spionaggio e controspionaggio al fine di sottrarsi dati rilevanti e ottenere il primato l’una sull’altra. Anche Sebastian Rooks, misterioso agente spia freelance ha un ruolo fondamentale e ambiguo in questa lotta tra multinazionali, non senza sorprese e continui colpi di scena.

Nella prima parte del film la componente da spy-story noir emerge e limita (almeno parzialmente) quella cyberpunk. Per questo motivo, molti considerano Cypher un “semplice” thriller fantascientico o una futuristica storia di spionaggio. Nella seconda parte, però, con una rapida e intensa evoluzione ritengo che Cypher arrivi a guadagnarsi il titolo di film cyberpunk a tutti gli effetti.

cypher-data-center-cyberpunk-italia-recensioneL’atmosfera, già cupa e claustrofobica, si infittisce e viene approfondita meglio la guerra per la sottrazione di dati tra le due multinazionali – l’enorme data-center sotterraneo della Sunways è uno degli elementi che più si apprezzano – combattuta indirettamente nella realtà e nel cyberspazio tra i rispettivi agenti di sorveglianza della Digicorp e della Subways. In tutto ciò,  il misterioso agente Rooks emerge come vera figura cyberpunk del film, collocandosi ben presto come abile e scaltro ribelle anti-corporation.

La colonna sonora, che chi scrive ha particolarmente apprezzato, è in linea con l’alienazione e disorientamento del protagonista e aiuta il lento insinuarsi dentro di noi di quelle disturbanti sensazioni che, dall’inizio alla fine del film, non daranno tregua né a Morgan né a noi. La realizzazione tecnica del film, a basso budget (“solo” 2 milioni di dollari) è ottima e Vincenzo Natali (nato a Detroit, naturalizzato canadese ma di origini italiane) ha dimostrato le sue grandi capacità di regista.

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Cypher è uno dei migliori film dei primi dieci anni del nuovo millennio, vera e propria età di mezzo per la cinematografia cyberpunk. Dopo Matrix (1999), infatti, il cyberpunk cinematografico non sarà più lo stesso e Cypher è un primo esempio di quanto l’influenza matrixiana si sia fatta immediatamente sentire. Va detto, però, che l’interrogarsi sul rapporto tra realtà e finzione è un tema caro al cyberpunk molto prima che Matrix venisse realizzato, ma i fratelli Watchowski hanno avuto il merito di renderlo celebre.

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