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Dal “Progetto NO”, un brano ambientato al largo della Cambogia!

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Dal “Progetto NO”, un brano tratto dall’episodio “Test decisivi per il Sistema Neurale – Parte 1”, in cui un gruppo di balordi schedati elettronicamente conducono le loro disgustose attività su un tecno-barcone improbabile, nel mezzo dell’oceano polinesiano subatomico brulicante di creature mostruose. L’episodio è molto lungo e io ne presento solo l’incipit della Parte 1 (che ha anche un’introduzione, come la Parte 2), ma credo che possa bastare per pregustare avventure balneari e bagni in mari inquinati brodosi, quest’estate, con banchi di Covid gorgoglianti con le pinne!

La Terra… Si è detto, quando qualcuno aveva ancora voglia di dirlo, che la Terra è una sorta di organismo dinamico, vivente, uno straordinario meccanismo di interconnessione delle forze naturali, che sostentano la vita del pianeta. Già durante i primi anni del dominio del Progetto NO le cose erano radicalmente cambiate, eppure non mancavano le sorprese, ed il Sistema Neurale doveva essere sempre pronto a calcolarle, riposizionarle, e trarne vantaggio.

Alcuni individui avevano accettato di farsi impiantare addosso delle lastre di un metallo duttile come lo stagno, in cui erano annidati dei sensori che trasmettevano in tempo reale scenari, pensieri e atti che facevano parte del vissuto del soggetto. Queste placche permettevano anche di ricevere degli input adeguati alla situazione, ma solo se il portatore si era distinto per qualche bravata criminale. Un altro compenso per l’accettazione dell’impianto era la possibilità di attivare un’applicazione speciale che consentiva di individuare, ovunque ci si trovasse, alimenti vari: cibi disgustosi ma non velenosi, e liquidi da ingerire per fluidificare i ristagni di sangue che rendevano schizoidi i cervelli delle persone. Ebbene, 37 miglia al largo della Cambogia, in quel momento, cioè quando il Sistema Neurale entrò in azione quel pomeriggio, c’era un’imbarcazione piuttosto malridotta, una vecchia Skocca 1000 – rovesciata per farle uscir fuori i bracci stondati e gli alettoni di legno pericolanti – che beccheggiava paurosamente, mentre Rhennosp, che stava seduto sul bordo massiccio della quadriremi, aspettava che tornassero a bordo i compagni. Infatti, in quella fascia dell’Oceano Indiano, nota per la barriera non corallina ma di plastica galleggiante, c’erano, poco sotto il pelo dell’acqua, milioni di mostriciattoli stupidi che gracchiavano con le facce da papero e la bocca da squalo, ma che erano immangiabili; invece, dal fondo, in quelle ore, a causa del ciclone Stratocazzy, si staccavano sostanze strane, delle muffe di mare con tanti occhi da cretinetti, e queste potevano essere nutrienti o medicamentose oppure potevano essere usate per sintetizzare delle paste al silicio utili a loro volta per crearsi delle parti del corpo che fungessero da smartphone-radar contro le piccole meteoriti.

Illustrazione di il7 – Marco Settembre

Anche se il segnale era disturbato a causa dei fusi orari di distanza e delle masse spugnose che ribollivano nel cielo schiacciando in alto le nuvole e producendo perturbazioni olezzanti frutto delle scie chimiche di idrocarburi e dell’evaporazione di mostri marini schiattati per aver mangiato troppo, eppure il Sistema Neurale captò che qualcosa di interessante poteva capitare, a quelle latitudini. Ed effettivamente Poinz Gallagher, Germain Yotouniern e Branxx Tor Menta emersero su dalle masse oblique e oscillanti di quell’oceano gelatinoso pieno di creature indecorose e di rifiuti di pescherecci subatomici; si aggrapparono uno dopo l’altro al bordo della Skocca 1000 e vuotarono quasi subito il loro bottino dalle parti alte dei loro scafandri rovesciandolo dentro al raccoglitore di pappa, a sinistra del ponte dell’imbarcazione, e lo fecero sfoggiando delle boccacce orripilanti: l’aver mangiato sott’acqua dai tre ai cinque chili ciascuno di sostanze filamentose, pallide o lamellari di sicuro anticancerogene ma dal sapore merdoso li rendeva fin troppo sicuri di sè, e l’autostima fa compiere a certa gente atti osceni di cui il loro stesso culo finisce col pentirsi. Ma in quel caso non ce ne fu il tempo, perché appena scaricarono il sovrappiù dai loro scafandri, Rhennosp, che era rimasto sulla barca perché aveva i piedoni di piombo e se li sarebbe potuti tagliare solo tra un mese, estrasse un forcone con spuntoni di vetro da sotto alla blusa a righe della “Tutine Yachting” che indossava al contrario per non far vedere il marchio con l’àncora, e trapassò sia Poinz Gallagher che Germain Yotouniern, che s’erano aperti lo scafandro mentre scavalcavano il bordo della piccola nave. Con la fune che era legata al forcone, poi, Rhennosp tirò a sè i due quasi-cadaveri, che nel tentativo di urlare vomitavano un sangue carico di elettroni malati.

Branxx Tor Menta, che invece era perfettamente integro, avendo delle branchie da cavallo, tutte in lega di poliammide e colla di sterco, si rallegrò della trovata dell’amico: “Era da un pezzo che pensavo che dovessi farti furbo e ora finalmente l’hai combinata grossa. Adesso dove andiamo? C’è un Luna Park a Taipei dove raccolgono anche la carne, oltre al pesce, e fanno dei miscugli che definiscono zootecnici. Potremmo andare lì a vendere i corpi dei nostri amici”. Ma Rhennosp gli rispose: “No, non ce la faccio. Monta su e prendi il timone; io mi sento male, perché non è da molto che ho deciso di ammazzare la gente per darmi le arie, quindi la mia sensibilità mi frega causandomi dei crampi allo stomaco”. 
“D’accordo. Tanto adesso le provviste non ci mancano”.

Ben trentotto satelliti sensibilissimi, 700 chilometri più in alto, connessi tra loro con una rete telefonica Telecomic Italia, percepirono in quel momento una variazione nella temperatura dell’oceano ed una percentuale di evaporazione pari al 66% del secondo principio della termodinamica dei minestroni. I dati vennero elaborati da 30000 processori Calculoni, all’interno del Sistema Neurale, che li interpolò con previsioni probabilistiche basate sull’assurdità di base dei comportamenti dei balordi ad esso connessi. Rhennosp venne catalogato come imbecille ultraviolento di classe Scrocchio 9_QM, ricevette immediatamente l’equivalente di tre fiale di PenzoMale e due scariche di BadVibrations ad impostazione Furious. Di conseguenza, mentre Branxx Tor Menta si metteva alla cloche e dirigeva i remi elettronici grattati e storti della nave verso est, Rhennosp perse vomito dalle orecchie, lo raccolse in due buste di plastica che scrutò col suo occhio da pesce e poi strillò a Branxx, sovrastando lo scroscio delle ondate di gelatina arancione contro lo scafo, “NO! DIRIGITI VERSO LA TERRAFERMA, SENTO CHE POTREI MIGLIORARE SE ASSECONDO UNA MIA VOGLIA DISTRUTTIVA!”
“Non ne hai già soddisfatta una?”
“GIA’, MA L’APPETITO VIEN DEFECANDO!”

Intanto la temperatura dell’oceano, in quella zona, raggiunse i 32 gradi centigradi, e vista la presenza sott’acqua di milioni di bisce che passavano lì venendo dalle coste del Suriname producendo rigurgiti bollenti con le narici, la situazione diventò critica ed il cielo, che era curvo e carico di malloppi vetrosi pronti a sgretolarsi gli uni contro gli altri incupendo l’atmosfera con lampi di ultravioletto e strisciate di smog provenienti dalla bombardata Cina, si gonfiò di sostanze gassose che evaporavano dalla superficie del liquame. I satelliti lo percepirono nei diagrammi come uno schifo gialletto che creava vortici dentro le onde e che poi saliva a pioggia verso i nembi violacei. Stavano per scatenarsi i monsoni, ma stavolta senza vento: sarebbe stata una cancrena statica con cui l’atmosfera si sarebbe liquefatta cambiando perfino i colori della vegetazione più coriacea.

 (…continua…)
dom 24/9/2017 00:32 + ven 6/10/2017 6:30

il7 – Marco Settembre

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