Dall’episodio “Il caso Collovà”, del “Progetto NO”

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Liam Groover, ogni volta che raggiungeva sua sorella al centro di imballaggio dei polpacci dei drogati eccentrici, dove lei era ricoverata, cercava sempre di ricordarsi che in fondo lui dimostrava caratterialmente meno dei suoi trentasei anni ma che invece il suo aspetto esteriore era quello di un quarantottenne incazzato, perché la sorella gli dava sempre fastidio facendogli dei segni sulle braccia con forchette arroventate, quando erano a casa. Ora che invece lei era in quel centro dove facevano cose strane proprio per far capire che non volevano affatto recuperare i drogati, lui doveva sempre ricordarsi che, essendo lui quello che era, magari non sarebbe riuscito a capire tutto ciò che veniva escogitato e realizzato in quella struttura anti-sanitaria.

Un giorno, lì, sentì un paziente nel suo letto dire, rivolto al caposala che gli portava un piatto di pasta scotta come colazione: “…mentre la tua mascella ripeteva questo messaggio in uno scroscio di bzzzz di sottofondo, non ti sei accorto che ti ho manomesso i circuiti escretori in modo che tu possa scaricare solo tirando il pomello del nebulizzatore con il gancio che ti sporge dall’occhio destro! E zitto!” Il caposala non ci fece caso ma si raccomandò: “Cerca di mangiare, sennò ti vengono le fobie!” Tornando verso il corridoio giallo-uovo in cui alcuni infermieri deponevano mazzi di crisantemi e ridevano, il caposala schiacciando un interruttore accese una complessa girandola a luci neon, nella stanza, che iniziò subito a girare vorticosamente ad una velocità da far venire le convulsioni a tutti e due i pazienti disperati che lì dentro si spremevano la morfina dalle orecchie. Ma l’effetto che voleva innescare il caposala era un altro e in capo a due minuti netti si verificò: una nube di mosche di taglia media ma molto sporche si andò formando intorno alla girandola in movimento, e gli insetti, sovreccitati, scacazzarono dall’alto, in volo, sopra la pasta scotta che il paziente cercava di mangiare sforzandosi di non assaporare niente.
Liam Groover non volle entrare in quella questione, altrimenti ci sarebbe stato da fare i conti con la miseria, e lui preferiva dedicarsi alla sorella, che in quel periodo sembrava che non capisse quasi un cazzo, o faceva finta. Entrò nella stanza e si avvicinò subito al letto su cui si trovava lei, e vide subito che a furia di masticare solo gli angoli delle frittate di carne di cavallo che lì le venivano portate alle 4:30 di notte, a giorni alterni, e risputarli miracolosamente interi e tutti tremolanti, la sorella era deperita ed aveva delle gambe che sembravano delle forcelle di gommapiuma rinforzate da fil di ferro – i tendini bruniti, a vista. Distolse lo sguardo, perché la sorella continuava a coprire e scoprire ‘ste gambe come se stesse ballando il can can con le lenzuola sfrangiate e macchiate di muco.

E così Liam Groover, del tutto accidentalmente, captò uno stralcio di conversazione tra un’altra paziente, con delle occhiaie che parlavano di morte, ma in dialetto, e due tizi che stavano al suo capezzale e cercavano di trasmettere un pizzico di voglia di vivere e di far male al prossimo. Uno, brizzolato e bassetto, che sembrava un po’ troppo scemo perfino per stare lì dentro, stava rispondendo alla sua parente allettata con le occhiaie: “Ma no, dài, non sono tanto addolorato per il fatto che stai qui ricoverata, più che altro mi pare grottesco. Ma parliamo d’altro: dimmi, secondo te sono vere certe notizie? Il SuperPresidente funereo del Governo-ombra globale, il dr.Molese, adesso ha finito di fare shopping gratis, cioè ladrocinio industriale, o ci sono altri “investimenti” in vista?”
Joao Mastrospinquas si scostò i boccoli arancioni dagli occhi a cubetto con uno scatto del collo e fece: “Ti rispondo io, Jerry; Renè è dovuto correre al bagno, non perché gli scappasse un bisognino, ma perché non riusciva ad andarci camminando. Beh, insomma, i progetti del dr.Molese li conosce solo lui stesso, la Carogna Maxima, ma pare che alcuni punti fermi siano stati fissati, comunque noi abbiamo un conto in sospeso con quelli del Laboratorio Barattoli dal Contenuto Ipocrita su Richiesta, che non vogliono mai inimicarsi nessuno facendo per questo incazzare tutti, e perciò credo che presto dovremo deciderci a comprare delle armi”.
“E allora vedrai che Trump non ci applicherà i suoi dazi commerciali, perché anzi proverà forse a rivenderci il fucile Winchester con cui ha sparato ad un messicano psicopatico che secondo lui quella notte stava cercando di scavalcare il muro sulla frontiera con una pertica, stile salto con l’asta”.

La paziente con le occhiaie se ne stava esplorando una con le dita ossute, ancora intrise di salsa dolce di cammello, che le veniva somministrata per farla piangere. Avendo lei dei momenti di lucidità in cui pensava di togliersi la vita o forse toglierla a tutti, non aveva voluto rispondere alla domanda del suo parente e implicitamente aveva delegato l’altro suo visitatore, che però aveva il pallino di andare ad annusare i bagni delle strutture ospedaliere. 

(continua… questo è solo l’incipit dell’episodio)
dom 1/7/2018 3:30

il7 – Marco Settembre

La clinica e il trattamento di Jerry

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