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Deep, Dark Web: il lato oscuro della Rete esiste davvero?

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deep_dark_web_cyberpunkitalia_cyberpunk_imageSotto la superficie dei siti web trovati e riconosciuti dai motori di ricerca c’è chi parla di un “Deep, Dark Web“, di un lato oscuro della Rete Internet che si nasconderebbe nei meandri di un underground anonimo e parallelo al web a cui siamo abituati. L’”Internet dei Criminali”, il mercato nero globale online, introvabile dai piùdove si traffica droga e si contrabbanda materiale di ogni tipo (oggetti contraffatti, pedopornografia, magari anche snuff-movies e armi?), pagando ed essendo pagati tramite bitcoin, monete virtuali. Esiste davvero questa realtà oppure si tratta di un modo studiato dai media per attirare l’attenzione, per aprire gli occhi a chi pensa che il lato peggiore del web sia YouPorn o al limite qualche annuncio di pessimo gusto su eBay (dove c’è chi vende la propria anima)?

Recentemente su questo blog si è scritto riguardo all’“altro mondo” di Internet, il Web come universo virtuale parallelo rispetto a quello reale, materiale; la vita di tutti i giorni contro la vita virtuale che ormai quasi ognuno di noi possiede. Ebbene, parlando di “altro mondo di Internet” sembra che ci sia troppa ambiguità. Molti, infatti, sembrano pensare immediatamente a ciò che il paragrafo precedente ha brevemente introdotto: l’altro mondo di Internet come quello oscuro, criminale, illegale e anonimo. Sorta di bassifondi virtuali che sembrano usciti dalle immaginifiche visioni di uno scrittore cyberpunk. Se di bassifondi si può parlare, la piazza virtuale più malfamata e allo stesso tempo più trafficata sarebbe senza dubbio Silk Road (con tanto di pagina su wikipedia).

silk_road_drugs_cyberpunk_dark_deep_webSilk Road è come Amazon, se Amazon vendesse sostanze stupefacenti” scrive Adrian Chen di gawker.com nel post che ha anche messo in allarme due senatori statunitensi. Silk Road quindi esiste “realmente”, c’è e in questo momento qualcuno sta probabilmente acquistando e vendendo qualcosa come in un qualunque online shop. Già, ma un qualcosa di totalmente “diverso”. Qualcosa che, però, secondo l’”etica” di Silk Road non deve avere come unico proposito quello di fare del male a qualcuno o derubarlo. Niente carte di credito clonate e armi di distruzione di massa, in linea teorica, ma le droghe sono un’eccezione alla regola. Dread Pirate Roberts è il nickname dietro a cui si cela la misteriosa identità che anima il forum principale di Silk Road.

darknet_anonymous_cyberpunk_deep_dark_webCome ogni luogo o non-luogo virtuale immerso nell’illegalità che (non) si rispetti, la “Strada della Seta” (Silk Road, appunto) è pieno di contraddizioni e di insostenibili realtà.Lolita City, per esempio, era un baluardo della pedopornografia online, i cui utenti si sentivano sicuri dietro un vigliacco anonimato. Con #OpDarknet (Ottobre 2011), gli hacker di Anonymous hanno dapprima mandato un messaggio a Lolita City, e successivamente, non avendo ottenuto ciò che volevano, hanno hackerato e cancellato il sito, pubblicando inoltre dati riguardanti gli utenti. La libertà del web sembra arrivare fino ad un certo punto anche per Anonymous, dunque, considerato da molti quale vero e proprio paladino della libertà in Rete. Un messaggio forte e chiaro.

Non è necessario perdersi nei dettagli di Silk Road e del presunto “dark web” (o deep web) per riflettere sull’etichetta migliore da attribuire a questo spaccato di Web. Un paio di ricerche su google sono sufficienti a soddisfare la curiosità di chiunque se si tratta di avere dettagli sulle merci effettivamente vendute, su come accedere a Silk Road (vedi Tor), ecc. Il problema non è tanto questo, quanto valutare il potere che una definizione piuttosto che un’altra può avere nei confronti dell’opinione comune, dei media, della politica e degli studiosi/ricercatori in questo campo. E’ giusto affermare che esiste un “dark web”, un lato oscuro della Rete oppure si tratta semplicemente di uno dei tanti aspetti della stessa realtà (virtuale)?

Voglio citare al proposito due opinioni contrastanti:

Marco Calamari di Cassandra Crossing

Esiste il Deep Web? E’ popolato da pedoterrosatanisti? E l’Internet dei Balocchi è una realtà rassicurante nella quale pascolare tranquilli? Categorie per ingabbiare fenomeni, categorie per ingabbiare il pensiero. […] Perché quindi molti ragionevoli cittadini della Rete sono disposti ad entrare nel meccanismo perverso dell’accettare certe definizioni? “Le parole sono importanti”, accettare supinamente ed acriticamente il punto di partenza di una discussione o di un ragionamento influenza e talvolta condiziona inevitabilmente le conclusioni. […] Quindi, caro navigante, non lasciarti abbindolare da chi ti racconta dell’”Internet dei Cattivi”: probabilmente è lui il nuovo cattivo. Gli altri sono i soliti criminali che purtroppo hanno appestato l’umana società dai suoi albori, una quota dei quali, come topi sulle navi, ha seguito i naviganti nella Rete.

Riccardo Luna di Repubblica>Tecnologia

Esiste un’altra Internet. Parallela e anonima. Dove si trova Silk Road, “il sito che non esiste” a cui accedere con procedure clandestine. E dove con i “bitcoin”, valuta virtuale, si può comprare qualsiasi cosa. Dall’ecstasy alle armi. Perché niente è proibito, nel “dark web”, nato per essere libero e pirata, ma cresciuto dentro i confini del crimine. […] HO visto un sito che voi umani non potete neanche immaginare. Ho visto Silk Road. Non è la nuova Via della Seta. È il più grande mercato nero del mondo. Il posto dove comprare ogni tipo di droga. E documenti falsi. E pornografia. In assoluta sicurezza. Anonimato totale. Nessuno sa chi fa cosa. Nessuno sa cosa fai. […] è in quella sconfinata zona oscura della rete dove arrivano solo i più esperti. I temerari. Gli amanti della libertà a costo della vita. E i contrabbandieri di ogni tipo.

deep_web_cyberpunk1_dark_webQualunque sia la vostra opinione al riguardo, quella che vi siete fatti o che vi farete e qualunque sia la definizione o non-definizione che date o darete a ciò di cui questo post ha parlato, è importante rendersi conto che non si tratta di finzione letteraria, cinematografica o di alcun altro tipo. Non sono fantasie cyberpunk, sono fatti reali, fatti che dal virtuale sconfinano nella vita vera. Considerate pure Silk Road “un sito di criminali come ce ne sono tanti, solo più difficile da trovare” o gridate allo sdoppiamento manicheista del Web: Luce e Tenebre, Web e Dark-Web; quello che conta è rendersi conto delle gigantesche proporzioni che la Rete ha assunto e della sue pericolose o straordinarie potenzialità. Anche e sopratutto per la cultura cyberpunk, intesa non come semplice interesse e piacere nei confronti di una corrente artistica ma come riflessione profonda su tematiche oggi più che mai importanti.

(fonti: 1eng, 2ita, 3ita)

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