In Time: film cyberpunk di Andrew Niccol

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In-Time_cover_cyberpunkTitolo: “In Time

Autore: Andrew Niccol

Anno (uscita ufficiale): 2011

Nel Cast: Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Johnny Galecki, Matt Bomer, Cillian Murphy, Olivia Wilde, Alex Pettyfer, Vincent Kartheiser, Elena Satine.

Trama: “Alla fine del XXI secolo, le persone sono geneticamente programmate per vivere soltanto fino a venticinque anni, poi, pur non invecchiando più fisicamente, per continuare a vivere devono acquistare tempo. Il tempo è diventato la valuta con cui la gente viene pagata per il proprio lavoro, ed è il mezzo di pagamento per le necessità ed i lussi. I ricchi possono vivere per sempre, mentre gli altri cercano di negoziare per la loro immortalità. Il protagonista del film, Will Salas, vive nella zona 12, la zona più povera, chiamata ‘il ghetto’, con la madre, ormai in procinto di compiere 50 anni. In questa zona le persone vivono alla giornata, cercando di guadagnare tempo ed evitare di far scadere il loro ‘orologio vitale’. Un giorno Will salverà un uomo facoltoso (e stanco della sua vita) da ‘ladri del tempo’ e riceverà un regalo che lo porterà ad affrontare un percorso tanto avventuroso quanto pericoloso…” (fonte parziale: Wikipedia)

In Time è un film cyberpunk fuori dai canoni classici del genere (sempre che siano mai davvero esistiti), per qualcuno un film cyberpunk solo a metà o addirittura troppo distante dagli standard stessi del genere per averne qualcosa a che fare. Cyberspazio? Hacker? Connessioni uomo-macchina? C’è qualcosa di tutto questo all’interno di In Time?

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La presenza di una pseudo rete, tra uomini, di “orologi” con relativo tempo è evidente (potremmo chiamarla “time-net“), così come è evidente la presenza di veri e propri ribelli che cercano di aprire uno spiraglio di speranza in un tipico clima da distopia cyberpunk. C’è del biopunk (la programmazione genetica, il gene dell’invecchiamento sconfitto) e c’è persino del vintage (osservate le auto, giusto per fare un esempio), ma l’impianto di base è cyberpunk.

In Time è un film cyberpunk perchè racconta un mondo nettamente spezzato tra ricchi e poveri – abitanti del ghetto che non hanno tempo per niente (nel vero senso della parola) e aristocratici dediti al gioco e ai party che buttano via il loro, di tempo, non-vivendo per l’eternità. E’ un film cyberpunk perchè la tecnologia creata dall’uomo finisce per opprimere l’uomo stesso, perchè i protagonisti ribelli spaventano a tal punto chi ha potere e chi controlla da farli preoccupare seriamente per la stabilità dell’intero “sistema”. E’, infine, un film cyberpunk per quel particolare tipo di atmosfera futuristica ma claustrofobica, decadente (nel ghetto di Dayton) e apatica (nella ricca zona di New Greenwich).

In-time-8La scelta di ambientare il tutto a Los Angeles, poi, non può certo essere vista come scelta casuale. Forse nessun’altra metropoli è stata più di fondamentale importanza nel cyberpunk. Da notare anche il curato cambio di illuminazione, abbigliamento e atteggiamento al passaggio dal ghetto alla zona 1. La recitazione di Justin Timberlake non è eccellente, ma è sicuramente buona (perlomeno in lingua originale) e adatta alla parte, così come quella di tutti gli altri attori, in linea di massima, scelti con particolare accuratezza.

Nel film non manca di certo una massiccia dose di azione (molto hollywoodiana), ma non si può non farsi catturare anche dai numerosi spunti di riflessione che In Time, così come ogni buon film cyberpunk degno di questa classificazione, suggerisce. Vita, morte, tempo e denaro ma anche capitalismo da multinazionale, libertà e sfruttamento di gran parte della popolazione per il benessere di un’élite (“Per pochi immortali la maggioranza deve morire”); tutte questioni esasperate dalla situazione immaginaria (eppure incredibilmente attuale e in parte verosimile) che il film mette in scena.

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In Time non soddisferà pienamente i puristi del cyberpunk, ma farà riflettere chi, con attenzione ai particolari e ai dialoghi (non di certo banali come qualcuno ha voluto descrivere), saprà cogliere l’innegabile essenza cyberpunk di questa pellicola. E’ sbagliato cercare a tutti i costi il cyberpunk dove non c’è, ma è altresì assurdo chiudere gli occhi di fronte ad un insieme di elementi di primaria importanza che rendono In Time un film assolutamente cyberpunk.