Plurality: short film cyberpunk di Dennis Liu

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plurality_short_film_cyberpunk_coverTitolo: “Plurality

Regista: Dennis Liu

Anno (uscita ufficiale): 2012

Nel Cast: Jeff Nissani, Samantha Strelitz, John Di Domenico.

Trama: “New York, 2023. Dopo che lo stato ha concesso alla polizia l’accesso a The Grid, social network basato su una tecnologia che permettere alle persone di acquistare qualunque cosa (e non solo) con un semplice scan della propria impronta digitale, i crimini sono crollati vertiginosamente. Tuttavia, le forze dell’ordine hanno anche scoperto che alcune persone sembrano essere presenti in diversi posti nello stesso momento…

plurality_short_film_cyberpunk_2The Grid ha preso tutte ciò che è unicamente tuo, il tuo Social Security Number, il tuo passaporto, la tua carta di credito e il tuo conto corrente e ha collegato tutto quanto in una sola cosa… il tuo DNA. Con un semplice tocco, The Grid raccoglie un piccolo campione del tuo materiale genetico, ID-entificandoti istantaneamente. Così un acquisto può essere detratto direttamente dal tuo conto personale, o puoi aprire e accendere la tua macchina e tutto questo funziona con un margine di errore dello 0.001%… il social network definitivo!

Sono queste le parole con cui si apre The Grid (che in italiano potrebbe essere tradotto come “La Griglia“), short film cyberpunk uscito recentemente dalla regia di Dennis Liu e scritto da Ryan Condal. Un inizio che non lascia il tempo di annoiarsi (e così è per i 14 minuti successivi) destando subito l’interesse sia per le immagini che per la voce narrante che descrive questo ennesimo e “definitivo” social network.

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Il mondo del 2023 descritto da The Grid non sembra essere molto diverso dal nostro; è una sorta di potenzialità realizzata di ciò che già 10-11 anni prima stiamo già vivendo e osservando. I social network (Facebook, in particolare) – che si diffondono sempre di più inglobando progressivamente dati personali, comunicazione, informazione – gli occhiali a realtà aumentata – pensiamo ai Google Glass, la cui diffusione aleggia nell’aria da tempo – ma anche impronte digitali per controllare automobili e acquisti (le tessere e le banconote per molti sono obsolete già oggi), sigaretta elettronica, nuovi supporti “cartacei” elettronici, eccetera.

plurality_short_film_cyberpunk_7_iHoloNello short film cyberpunk viene immaginato anche un nuovo futuro sistema olografico, con tanto di marchio Apple, chiamato “iHolo” (leggenda metropolitana di cui già si sente parlare sul web da tempo), che rende possibile una sorta di proiezione di ologrammi pubblicitari, informativi, ecc su ogni superficie. Sulla Freedom Tower (che dovrebbe essere completata e inaugurata nel 2013), vero e proprio simbolo della “nuova New York del 2023″, appare una bandiera statunitense olografica. Se iHolo è forse troppo avanguardistico per collocarsi a solo un decennio da noi, le automobili sembrano in compenso rimaste esteticamente al 2012.

Dal punto di vista della trama di The Grid sono molti gli elementi interessanti dal punto di vista cyberpunk. L’idea di un social network riversatosi pesantemente nella società, con effetti liberticidi terrificanti, può sembrare un concetto ormai pluri-sviluppato ma è, all’interno del film, solo un punto di partenza per un discorso più ampio sulla triade libertà-privacy-sicurezza (la politica è un mucchio di sorridenti constatazioni del tipo “sì, abbiamo un po’ meno di libertà ma è per il bene della società e della sua sicurezza”), perno attorno cui ruota l’intera pellicola.

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Interessante è anche il fatto che (e qui devo commettere un piccolo spoiler-crime) la “pluralità” deriva dal fatto che alcune persone (Alana Winston è la novantesima pluralità scoperta dall’Immigration Special Investigations Unit, ISIU) stanno “tornando indietro dal futuro” per fermare The Grid e denunciarne i futuri terribili sviluppi, o perlomeno questo è quello che la Alana del futuro dice nell’interrogatorio. Vi sembra l’ennesima prova dell’assoluta classicità di temi scelti per questo short film cyberpunk? Forse, ma la recitazione è convincente, la fotografia e la colonna sonora sono ben fatte e in generale The Grid merita parecchio. Snobbarlo sarebbe un grosso errore.

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