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Le serie TV moderne che ogni appassionato di cyberpunk dovrebbe guardare.

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 Le serie TV stanno avendo un successo senza precedenti, arrivando a mettere in discussione il ruolo stesso del cinema e, in parte, sostituendolo. Quali sono le serie tv moderne che un appassionato di cyberpunk dovrebbe assolutamente guardare? Ecco 4 consigli…

Le serie tv cyberpunk non sono una novità, anzi, sin dai tempi di Max Headroom e Dark Angel l’intrattenimento televisivo a puntate ha accolto questo genere di fantascienza sia direttamente – come nei due esempi citati – che indirettamente – sotto forma quindi di influenze culturali e ibridazioni con altri generi.

Negli ultimi anni, però, l’attenzione delle serie televisive si era allontanata dalla fantascienza e dal cyberpunk in particolare, spostandosi più nelle aree sempreverdi del noir poliziesco, del fantasy o storico, del post-apocalittico ecc. Oggi l’attenzione per i temi propri del cyberpunk sembra che stia rinascendo e, a opinione di chi scrive, la ragione di questo è da ricercare principalmente nell’innegabile attualità e utilità del cyberpunk nella riflessione sul presente e sul futuro (sia imminente che lontano), nonché un crescente interesse verso la tecnologia e il rapporto che abbiamo con essa.

Quelli che seguono sono quattro esempi essenziali (non si tratta di una panoramica esaustiva) di serie tv moderne in cui il cyberpunk è penetrato (o ne è l’essenza stessa) e che ogni appassionato del genere dovrebbe guardare con grande attenzione, passione e valutarne personalmente il rilievo e la vicinanza con altri prodotti culturali simili senza rinunciare, ovviamente, al fondamentale piacere estetico della fruizione audiovisiva.

mr-robot-serie-tv-cyberpunk-italia1. Mr. Robot

Elliot Alderson, protagonista di questa seria tv, è la figura prototipica perfetta del cyberpunk moderno. Depresso, sociopatico, fa uso di morfina e lavora come tecnico informatico e programmatore alla AllSafe Security, ma è allo stesso tempo un hacker dalle grandi capacità che vìola account e profili social di tutte le persone di cui si interessa o che lo incuriosiscono nell’analisi del traffico di rete dei luoghi pubblici di New York. Conserva tutte i dati e le informazioni sensibili celandole sotto forma di cd-rom masterizzati con nomi di band e cantanti famosi inserendoli poi in raccoglitori porta-cd, i suoi personali database fisici.

La sua storia, però, prenderà una piega che lo porterà ben oltre il semplice hacking di questo tipo. Entrerà in contatto con la fsociety, gruppo di hacktivisti simile ad Anonymous, progettando con essi un attacco informatico di ingenti proporzioni ai danni della corrotta e cinica corporation tecnologico-finanziaria E-Corp (Evil Corp nella mente di Elliot). Immersi nella sua stessa visione angosciata, distorta e confusa del mondo, spesso accompagnati da metafore informatiche applicate alla vita e alla società, seguiamo l’esperienza di Elliot vivendola attraverso le sue stesse strascicate parole.

Attualmente alla seconda stagione (terminata il 21 Settembre 2016 negli USA), Mr.Robot è una serie tv che ha ridefinito il moderno concetto di cyberpunk portandolo nel presente e, grazie alla sua accurata descrizione di tecniche di hacking (con pochissime imprecisioni), dandogli una straordinaria credibilità e efficacia. Mr.Robot è complesso, oscuro e sorprendente nella trama, nei dialoghi e nelle scelte di regia. Serie TV eccellente, di prima scelta per chi ama il cyberpunk.

westworld-cyberpunk-tv-series-italia2. Westworld

Westworld è una serie tv tratta dall’omonimo film del 1973 scritto dal grande Michael Chricton che raccontava la storia di un parco divertimenti del futuro a tema Western in cui gli androidi – utilizzati nel parco per simulare l’ambiente sociale e interagire con le persone – iniziavano a malfunzionare e uccidere i visitatori.

L’ambientazione di base di questa serie tv, della quale è appena terminata la prima stagione (negli USA), è la stessa del film. Il moderno Westworld, scritto da Jonathan Nolan (fratello del celebre regista), approfondisce una più larga gamma di temi andando molto più nel profondo.

Nella riflessione di Westworld, di grande densità filosofica, ruoli centrali hanno l’intelligenza artificiale, l’autocoscienza e le differenze tra sensazione, esperienza e libertà tra uomo e androide; di cruciale importanza sono anche i concetti di scopo, ruolo, potere e controllo, ricerca della propria vera essenza, conflitto tra sogno, ricordi e realtà, naturale e artificiale, rimorso, rancore e emozioni in generale, vita e morte.

Westworld beneficia inoltre della straordinaria (e ormai consolidata) bravura di Sir Anthony Hopkins, interprete di uno dei ruoli più importanti della serie tv, il misterioso, affascinante e inquietante fondatore e direttore creativo del parco Westworld chiamato Robert Ford, proprio come il nome di un reale fuorilegge del West. I dialoghi sono intensi, carichi di significato e di grandi interrogativi filosofici su cui il cyberpunk (ma non solo) si interroga da sempre. Westworld ha al suo interno anche una grande dose di azione western che, pur non avendo minimamente a che fare con la fantascienza, crea un contrasto originale e unico tra passato, presente e futuro che risulta estremamente godibile. Per concludere, la colonna sonora è di grande qualità e efficacia, realizzata da Ramin Djawadi (Prison Break, Game Of Thrones, Person of Interest e molti film di successo), uno dei più talentuosi astri nascenti del team di Hans Zimmer.

black-mirror-serie_tv_cyberpunk-italia3. Black Mirror

Black Mirror non è una serie tv cyberpunk nel senso classico del termine, ma è forse la serie tv attuale che meglio riflette su molti temi all’interno di quello che è il moderno cyberpunk. Ogni puntata di Black Mirror è diversa e autonoma rispetto alle altre ma un filo conduttore lega tutte e tre le stagioni finora pubblicate (con molti oggetti ricorrenti e citazioni di puntate passate) dandone un profondo messaggio comune.

Il mondo di Black Mirror non è molto diverso da quello in cui oggi viviamo, ma la magistrale riflessione sulla società e sul suo rapporto con la tecnologia è condotto immaginando un livello di sviluppo tecnologico uno scalino più in alto rispetto al nostro. Questa serie tv è davvero lo specchio nero che mostra, senza censure, quello che in parte già è, e in parte potrebbe essere, il nostro malato, inquietante, dipendente, affascinante e totalizzante legame con la tecnologia nella sua grande varietà.

Con grande originalità e qualità, Black Mirror riprende alcuni temi con i quali chi si interessa di cyberpunk oggi ha a che fare quotidianamente, ma ne inventa anche di nuovi partendo sempre, e questa è una costante, da una verosimiglianza di fondo che rende il tutto credibile, possibile e in un certo senso vicino. La tecnologia progredisce e la degenerazione della società ne viene alimentata. Un messaggio non di rifiuto dell’avanzamento tecnologico, però, ma di grande osservazione partecipante sull’utilizzo che della tecnologia viene fatto da noi, esseri umani, già nel presente e che nel futuro potrebbe essere così e portare a questo.

Social blackmail, talent show, innesti oculari e ricordi digitali (tema di lunghissima tradizione cyberpunk), androidi e intelligenza artificiale, super-soldati e etica, privacy e sicurezza informatica, social rating delle persone e molto altro. Non potendo elencare tutto, ribadisco che Black Mirror offre una straordinaria panoramica generale di riflessione sulla moderna società e sull’avanzamento tecnologico. Per alcuni aspetti, e solo in alcune puntate, si avvicina a Mr.Robot; la cosa certa, è che se siete interessati ai temi portanti del cyberpunk moderno questa serie tv è da guardare, e guardare con molta attenzione. Proprio come Mr.Robot.

almost-human-poster-serie-tv-cyberpunk4. Almost Human

Trovo che Almost Human sia una delle serie tv cyberpunk più sottovalutate di sempre. Sospesa dopo una sola stagione a causa di costi di produzione troppo alti e  scarso successo di pubblico, questa serie tv può annoiare solo chi non ha la passione per la fantascienza e, naturalmente, per il cyberpunk. Io, in qualità di grande appassionato del genere, l’ho trovata fresca, divertente, noir, drammatica, interessante, ricca di citazioni e sì, anche famigliari cliché ma nonostante questo originale e piacevole da guardare.

Quello che più si può apprezzare di questa serie tv è il rapporto tra il poliziotto John Kennex e il suo androide Dorian. Come tutti gli agenti di polizia di Los Angeles nel 2048, infatti, John – che è un vero personaggio noir, turbato da memorie ricorrenti e da sensi di colpa per il suo passato – ha un partner fabbricato artificialmente ricco di risorse utili per combattere il crimine ed è dotato di una IA straordinariamente sviluppata.

Dorian, però, fa parte della serie di androidi siglata DRN, ovvero costituita da androidi creati per essere il più simile possibile agli umani (soprattutto nelle espressioni e nella sensibilità emotiva) ma ritirati ben presto dal mercato perché soggetti a sbalzi emotivi spesso imprevedibili. Almost Human porta il genere poliziesco in un futuro cyberpunk dove lottare contro il crimine significa lottare contro l’associazione criminale InSyndicate, pesantemente armata e specializzata nel furto di biotecnologie, nanotecnologie, androidi, droni e traffico di organi. Si potrebbero citare Robocop, Dredd, Ghost in the Shell ecc., ma Almost Human si può e forse si deve godere con la mente libera e pulita.

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