Strange Days: film cyberpunk di Kathryn Bigelow

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Strange-days-cover-dvd-4Titolo: “Strange Days

Regista: Kathryn Bigelow

Anno (uscita ufficiale): 1995

Nel Cast:  Ralph Fiennes, Angela Bassett, Juliette Lewis, Tom Sizemore, Michael Wincott, Vincent D’onofrio, Glenn Plummer, Brigitte Bako, David Carrera, Richard Edson.

Trama: “Los Angeles, 30.12.1999. Mancano 2 giorni alla fine del XX secolo e Lenny (interpretato da Ralph Fiennes), un ex-poliziotto che vive vendendo illegalmente video-recording clips (dischetti contenenti “pezzi di vita reale”, cioè ricordi registrati “direttamente dalla corteccia cerebrale” di altre persone grazie a una sofisticata tecnologia), scopre una clip dove un assassino stupra e uccide Iris, una sua amica-prostituta che la sera prima stava fuggendo da 2 poliziotti. Lenny, con l’aiuto di Mace (Angela Bassett) e Max (Tom Sizemore), decide d’indagare e proteggere Faith, la sua ex-ragazza (Juliette Lewis), perché teme che sia coinvolta in un losco affare del partner attuale, il discografico Philo (Michael Wincott). Intanto anche i 2 poliziotti che inseguivano Iris si mettono sulle tracce di Lenny, a cui torna in mente qualcosa che gli ha detto Iris prima di essere uccisa…

Film cyberpunk scritto dal celebre James Cameron, diretto dalla sua ex-moglie, “Strange Days” (che prende il nome da una canzone dei The Doors), ci permette di assistere a un paio di giorni sia strani che straordinari, vissuti in una caotica Los Angeles tra controlli serrati di polizia, rivolte popolari e bassifondi. Giustamente, in un blog in lingua inglese (Cyberpunk Review), si legge di come questo film si concentri sopratutto sulla parte più puramente “punk” del cyberpunk, data l’atmosfera riottosa e violenta, senza contare che anche la musica presente nel film, tanto azzeccata e godibile quanto “furiosa”, non fa che avvalorare questa tesi.

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Sotto il profilo cyberpunk in senso tecnologico, lo squid (termine presente anche in “Johnny Menmonic”, di William Gibson, tra l’altro) è un oggetto che potrebbe guadagnarsi meritoriamente uno dei primi posti in una ipotetica classifica di oggetti tecno-informatici del cyberpunk. Si tratta di una sorta di “registratore” di frammenti di vita con emozioni e sensazioni annesse, in grado anche di farle rivivere a chi lo indossa. Lenny Nero, protagonista del film, è un trafficante illegale di particolari tipologie di esperienza registrate (rapine, scene di sesso, ecc…), per le quali ha sviluppato una grande dipendenza lui stesso.

Il fatto che lo squid registri su dischetti ormai per noi praticamente obsoleti (nel 1995 non lo erano) non fa altro che consacrare l’affascinante tradizione cyberpunk riguardante il contrasto tra “tecnologia retrò – funzioni ultrafuturistiche“. Anche se non tutti sono d’accordo nel definirlo un film scyberpunk in senso stretto, per noi lo è ed è comunque innegabile, come minimo, che sia stato pesantemente influenzato dalla cultura cyberpunk. Recitazione straordinaria, trama avvincente e ambientazioni da vero racconto cyberpunk. Serve altro? Forse un’esperienza virtuale da riprodurre nei propri sensi grazie allo squid.