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Total Recall (remake 2012): film cyberpunk di Len Wiseman

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Tratto da un racconto di Philip K. Dick e remake del’omonimo film del 1990, Total Recall dipinge un’atmosfera cyberpunk moderna e credibile ma per molti aspetti è un film che non convince.

Total-recall-film-cyberpunk-2012-cover-locandinaTitolo: “Total Recall

Autore: Len Wiseman

Anno (uscita ufficiale): 2012

Nel Cast: Colin Farrell, Jessica Biel, Kate Beckinsale, Bryan Cranston, Bill Nighy.

Trama: “E’ la fine del XXI secolo e dopo una dura guerra chimica che ha reso tossici almeno i ⅝ del pianeta, solo due zone del mondo sono rimaste vivibili: l’UnioneFederale di Britannia (o U.F.B.) e la Colonia. Per Douglas Quaid, operaio in una fabbrica di robot-poliziotti, sposato e innamorato della bellissima moglie, il viaggio virtuale proposto dalla compagnia Rekall è la vacanza perfetta per staccare da una vita frustrante; i ricordi di una vita da agente segreto potrebbero essere proprio quello che fa per lui. Durante la procedura però, qualcosa va storto… La linea tra fantasia e realtà si assottiglia e il destino del mondo oscilla nel momento in cui Quaid scopre la sua vera identità, il suo vero amore, e il suo ruolo.” (fonte: wikipedia)

Tratto dal racconto di Philip K. Dick “Ricordiamo per voi”, remake dell’omonimo film del 1990 con  Arnold Schwarzenegger (nel ruolo protagonista di Douglas Quaid), Sharon Stone, Rachel Ticotin e Michael Ironside nel cast, Total Recall è un film cyberpunk diretto da Len Wiseman (Underworld, Die Hard) e uscito nel 2012 che difficilmente segnerà la storia del cinema, pieno com’è di cliché largamente inflazionati e scene d’azione hollywoodiane (godibili ma poco originali); degne di attenzione sono però ambientazione e atmosfera, molto cyberpunk e in grado di rivalutare positivamente l’intera pellicola.

total-recall-cyberpunk-rekall-1-dream-realityRispetto al film del 1990 – che, nonostante la regia di Paul Verhoeven (Robocop) e nonostante presentasse un’atmosfera bizzarra più da fantascienza distopica e molto più vicina a Philip K. Dick, non era un vero capolavoro – Total Recall del 2012 è per certi versi più realistico, più decadente anche se più “patinato” (manca quell’aria “eighty” fumosa e opaca presente nel suo predecessore) e sicuramente più vicino al cyberpunk. Apprezzabile, dal nostro moderno punto di vista, è la scelta di aver eliminato il paesaggio di Marte spostando i ribelli nella Colonia (una Australia in semi-schiavitù, sostanzialmente) e quindi in una dimensione più terrestre, più verosimile e più comprensibile.

La recitazione di Colin Farrell, inoltre, è adatta al suo ruolo probabilmente più di quanto fosse quella di Schwarzenegger, fin troppo straordinariamente eroico e alieno per quella parte. Farrell si immedesima bene nell’operaio Doug Quaid, distrutto dalla solita vita di lavoro, riposo e desideroso di evasione. Brava è anche Kate Beckinsale (moglie del regista, tra l’altro) nella sua freddezza glaciale (difficile non ricordarsela in Underworld), incapace però di rendere quell’ambiguità che era abilmente incarnata da Sharon Stone nello stesso ruolo (seppur di minor rilevanza nel film del ’90). Meno degna di nota è Jessica Biel nel ruolo della ribelle Melina, mai troppo convincente.

total-recall-cyberpunk-colony-streets-2Dal punto di vista puramente cyberpunk, spicca la Colonia, fatta di sprawl e slums molto suggestivi ed efficaci, immerso in uno scenario orientaleggiante tanto caro al genere in cui l’esistenza degli abitanti è veramente “hi-tech, low-life“.

Oltre ai ricordi innestati dalla Rekall, elemento cruciale nel film, ci sono impianti tecnologici sottocutanei (cellulari, per esempio), collari olografici che ricordano altre “invenzioni” di Philip Dick, soldati cibernetici, automobili volanti, tatuaggi fluorescenti, mutazioni genetiche (la ragazza con i tre seni è uno dei riferimenti più espliciti al film del 1990) e molti altri inserti tipicamente cyberpunk che farciscono piacevolmente l’atmosfera già di per sè affascinante.

total-recall-cyberpunk-no-zone-gas-3Bello il contrasto tra The Fall, la nuova “metropolitana” che attraversa la Terra, e la vecchia metro sferragliante, covo dei ribelli all’interno della “No Zone” (zona dove le maschere a gas sono d’obbligo a causa delle condizioni ambientali post-apocalittiche).

Se pensate che nel film del 1990 tutto questo non c’era, e al suo posto c’erano Marte e i ribelli che lottavano per “liberalizzare” l’ossigeno, vi renderete conto di come questo film cyberpunk abbia, nonostante tutto, aggiunto qualcosa di abbastanza originale e più adatto ai giorni nostri. Total Recall non è assolutamente un capolavoro, e tra i film cyberpunk non arriva a far parte dei migliori; tuttavia grande pregio della pellicola è quello di essere riuscita a creare un’atmosfera e un’ambientazione cyberpunk moderna e credibile.

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